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Sveglia di buon'ora, c'è strada da fare. Il marito di Shona, la proprietaria del b&b dove alloggiamo, ci consiglia alcuni posti di interesse sull'isola e partiamo con una sola auto dopo un'abbondante colazione alla scozzese. Cappuccio e brioche iniziano a fare capolino dai ricordi e chiedono il loro giusto spazio mattutino, ma dovranno aspettare ancora a lungo.
Partiamo in direzione nord lungo la costa, lungo una strada non troppo brutta attraverso paesaggi bellissimi. La prima tappa è la Kilt Rock, una scogliera dalla forma curiosa e molto suggestiva affacciata sull'oceano. Il tempo di una sosta per qualche foto e ripartiamo verso la seconda meta, l'Old man of Storr, un complesso geologico roccioso unico, con al centro una specie di grosso menhir naturale. Lasciamo la macchina e ci inerpichiamo sulle pendici del "vecchio", da dove si gode una spettacolare vista sul mare e sulle vicine isole di Raasai e Rona. Ci fermiamo meno di quanto la bellezza del paesaggio avrebbe meritato, ma l'isola offre tantissimo e il tempo è tiranno.
Ripartiamo in direzione di Portree dove ci rifocilliamo rapidamente e ripartiamo in direzione di Dunvegan e del suo castello, che visitiamo più per la bella gioranta e per il panorama che per la struttura in se.
La bella giornata (temperatura record i 22 gradi, mai più eguagliati durante la vacanza) corre troppo veloce e così facciamo noi partendo in direzione della Coral Beach: ebbene si, anche in Scozia, come in Polinesia, potete trovare spiagge bianche coralline. Le analogie però si fermano qui, visto che l'acqua è a temperature incompatibili con la vita umana e che difficilmente ai tropici vi potete imbattere in una simpatica famigliola di mucconi pelosi che procede tranquilla sulla carreggiata.
Alla coral beach ce la prendiamo comoda e ripartiamo che il sole è già basso.
Ultima tappa, per goderci il tramonto, il faro di Neist Point. La strada per raggiungerlo merita nella mia personale classifica il primo posto quanto riguarda la strizza: strada a carreggiata singola con passing places radi, salite ripide e curve cieche. Il panorama, la suggestione del luogo e il tramonto infuocato ripagano ampiamente della fatica.
Quando il sole è ormai uno spicchio sull'orizzonte, ripartiamo per Uig. Si pone però un problema: le cucine scozzesi non prevedono la fame dopo le 20 e il pub del porto di Uig non fa eccezzione. Decidiamo quindi di fermarci nella "capitale" Portree, dove speriamo che la maggior mondanità del luogo ci consenta di trovare qualcosa aperto. Con un po' di fortuna troviamo un ristorante cinese-tahilandese aperto dove mangiamo cose piccantissime ma buone, poi filiamo a nanna dalla cara Shona.

1 commenti:
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